
Ciao a tutti,
mentre anche questa edizione del SYDA si avvia rapidamente alla conclusione (ormai manca veramente poco!) continuiamo a setacciare le risorse online dedicate al mondo del design e dell'architettura che abbiamo selezionato (clicca qui per scorrerle tutte) alla ricerca delle notizie che più ci incuriosiscono e che crediamo possa valere la pena segnalarvi sulle pagine del nostro Design Blog.
Oggi, rimbalzando da una novità all'altra, siamo rimasti colpiti da uno degli ultimi post pubblicati su quella fonte inesauribile di novità che è Yanko Design, dedicato ad una soluzione basata sulla tecnologia RFID per rendere più semplice la gestione degli spazi all'interno delle biblioteche: Desk Guard, progettata da Choi Minaa.
Soprattutto nelle giornate particolarmente affollate, ci sono almeno due problemi che ogni studente che abbia frequentato (o frequenti tuttora) la biblioteca come luogo di studio non può non avere affrontato.
In primo luogo, la questione del trovare un posto libero. Spesso è necessario girare per parecchio tempo, quasi alla cieca, buttando un occhio di qua e di là e sperando di individuare prima o poi, con un colpo di fortuna, una postazione libera. Libri e appunti abbandonati sui tavoli, vicini che invadono lo spazio accanto a loro e la necessità di cercare di non disturbare eccessivamente chi è già immerso nello studio rendono questo compito molto meno semplice di quello che ci si può immaginare.
La seconda questione si rivela per molti ancora più cruciale. Una volta trovato dove sedersi, con ogni probabilità nel corso di un pomeriggio intero capita certamente di dover abbandonare per qualche istante il posto faticosamente conquistato. Prendere una boccata d'aria, bere un caffè, semplicemente fare una breve "sosta tecnica" alla toilette: i motivi per alzarsi e staccare qualche minuto possono essere tantissimi.
A questo punto, ecco il dilemma: che fare con tutto quello che qualsiasi studente tende a portare con sé quando si reca in biblioteca? Passi per libri e quaderni, ma il netbook (compagno di lavoro indispensabile, ad esempio, degli studenti di design o di architettura che hanno scelto di partecipare alla terza edizione del SYDA 2009), il lettore mp3 o qualsiasi altra cosa possiamo avere nella nostra borsa / zaino? Possiamo lasciare il tutto tranquillamente incustodito sul tavolo, fidandoci del prossimo, o ci conviene sbaraccare tutto e portarli con noi, rischiando, oltre alla evidente scomodità della cosa, anche di dover ricominciare da capo la ricerca del posto una volta rientrati?
Il nuovo sistema ideato dal designer Choi Minaa promette di rendere questi interrogativi solo un ricordo. Desk Guard è infatti una struttura modulare composta da singoli tavolini da studio (a seconda della grandezza della biblioteca da attrezzare, se ne useranno il numero corretto. un tavolino = un posto a sedere.) che hanno la particolarità di poter essere attivati tramite il proprio tesserino RFID (Radio Frequency IDentification o Identificazione a radio frequenza - una tecnologia sempre più diffusa in ambiti anche molto simili alle biblioteche).
Il tavolino, finché è vuoto, è immediatamente riconoscibile, chiuso su sé stesso e con le spondine abbassate, facilitando enormemente la ricerca del posto libero. Una volta attivato, si apre automaticamente, offrendo tutto lo spazio necessario per studiare e sistemare le proprie cose (grazie a un design particolarmente razionale). In caso di pausa temporanea, infine, una gabbia di plexiglass si chiude sul piano del tavolo, mettendo al sicuro tutto quello che ci è appoggiato, il che rende chiaro a prima vista che il posto non si è ancora liberato completamente. Il tutto facendo semplicemente leggere il proprio tesserino al lettore presente nel tavolo e selezionando l'opzione desiderata. Sembra comodo, che ne dite?
La prima perplessità che ci viene in mente, naturalmente, è quella relativa ai possibili costi necessari per arredare in questo modo una biblioteca. Oltre a questo, però, ci sorge un altro piccolo dubbio, ovvero il possibile "incentivo alle pause" che un sistema del genere può rappresentare. In una giornata di sole, sapendo che il nostro PC è comodamente al sicuro in biblioteca, cosa ci potrebbe impedire di sostituire alla sessione di studio un bel giro in centro o in un parco cittadino, lasciando occupato e inutilizzato il posto in biblioteca?