07 lug 2009

Vivere al centro dell'Oceano? E' possibile, grazie al Seasteading!

Vivere al centro dell'Oceano? E' possibile, grazie al Seasteading!

Ciao a tutti!

Avete metabolizzato l'annuncio dei 10 finalisti del SYDA 2009? Avete festeggiato se il vostro progetto è stato ammesso a concorrere al montepremi da 25.000 euro o vi state domandando cosa potevate migliorare se questa volta non ce l'avete fatta? Quello che possiamo assicurarvi è che scegliere solo 10 tra tutte le "Soluzioni digitali sostenibili in grado di innovare la qualità del vivere domestico" che sono state presentate nel corso della prima fase del concorso è stato tutt'altro che facile, ma purtroppo queste sono le regole del gioco.

Ad ogni modo, è già tempo di andare avanti e tornare a lanciare lo sguardo verso le notizie più intriganti e curiose che provengono dal mondo del design e dell'architettura. Oggi, in particolare, siamo rimasti colpiti da un articolo che abbiamo incrociato sulle pagine di The Design Blog. Non è infatti tempo di verdetti solo per il nostro concorso infatti, ma in questi giorni sono stati premiati anche i vincitori del primo Seastead Design Contest, organizzato dal Seasteading Institute.

Cosa si intende per Seasteading? Beh, è presto detto. La parola Seasteading, composto di "sea" e "homesteading", indica la possibilità di creare delle comunità abitative al centro dell'oceano, al di fuori delle acque territoriali dei vari stati, sfruttando la possibilità di recuperare e convertire strutture permanenti o semipermanenti come piattaforme petrolifere o navi in disuso.

A far da spalla a questa idea c'è un istituto promotore, lo Seasteading Institute appunto, che lo scorso anno ha lanciato un concorso dedicato a designer e architetti per progettare in 3D degli esempi di queste strutture: ora è giunto il momento di dare uno sguardo ai progetti che sono stati premiati nelle 5 categorie nelle quali si articolava la competizione, ovvero Overall, Best Picture, Aesthetics, Personality e Community Choice.

Il premio principale è stato assegnato all'architetto e designer ungherese András Gyõrfi, autore di The Swimming City, ma numerosi sono stati i progetti presentati, ognuno dotato della sua personale interpretazione della possibilità di vivere autonomamente lontano dalla terra ferma, su una sorta di "isola artificiale urbana", con un occhio di riguardo particolare verso i concetti di sostenibilità, eco design e bioarchitettura, indispensabili in una situazione abitativa di questo genere. In fondo recuperare una piattaforma petrolifera trasformandola in una vera e propria città galleggiante è una sfida niente male per designer e progettisti, non  credete?

Scorrete i 5 progetti premiati nella gallery a fondo pagina e approfondite la conoscenza con i loro autori visitando il link al sito ufficiale dello Seasteading Institute presente qui sotto. E non mancate di toglierci una curiosità: solo a noi continua a venire in mente il film Waterworld con Kevin Costner? Fatecelo sapere utilizzando i commenti. 


Galleria fotografica



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