26 ago 2009
L'eco design di una cucina sostenibile: lo Studio Gorm presenta Flow2

Ciao a tutti!
Guardando il calendario questa mattina ci siamo accorti che, oltre alla fine delle vacanze, c'è un'altra scadenza che si sta avvicinando a grandi passi. Stiamo ovviamente parlando della chiusura della fase finale del SYDA 2009: ad oggi manca infatti meno di un mese al 23 settembre, momento in cui i dieci Young Designer che si sono guadagnati il diritto di proseguire all'interno del nostro concorso dovranno consegnare la propria soluzione digitale sostenibile in grado di innovare la qualità del vivere domestico, sperando di far colpo sulla giuria e di assicurarsi uno dei premi in palio.
Proprio pensando a questo, oggi abbiamo scelto di parlare di soluzioni ecosostenibili per l'ambiente domestico, prendendo spunto da una notizia che abbiamo incrociato sulle pagine di designaddict.com (link a fondo pagina) dedicata al concept denominato Flow2 e realizzato da Studio Gorm, sodalizio con sede in Oregon dei designer John Arndt e Wonhee Jeong.
La nuova creazione dei due progettisti formatisi alla Design Academy di Eindhoven è un modello di cucina attualmente esposto al Museum of Contemporary Craft di Portland, che fa dell'animo ecosostenibile il suo punto di forza.
Quello che è singolare è però che per raggiungere l'obiettivo sceglie una strada abbastanza diversa dal solito, lasciando in secondo piano innovazioni e sperimentazioni ad alta tecnologia per privilegiare un utilizzo (e soprattutto un riutilizzo) consapevole e razionale delle risorse a disposizione.
Flow2 è quindi in grado di creare un vero e proprio "ciclo di vita continua" all'interno della cucina, durante il quale il cibo, la cui gestione è il destinatario principale degli sforzi di Arndt e Jeong, viene coltivato, immagazzinato, cucinato e quindi trattato in modo da essere funzionale alla crescita di nuovo cibo. Il tutto all'insegna della riduzione degli sprechi e del consumo energetico.
Ogni sezione della cucina è quindi progettata per svolgere un ruolo attivo all'interno del processo: dal sistema scolapiatti che contribuisce ad riciclare l'acqua per dare da bere alle piante fino all'innovativo raffreddatore che, grazie al processo di evaporazione e traspirazione, permette di conservare gli alimenti che non necessitano di temperature particolarmente rigide, riducendo il bisogno di un frigorifero tradizionale molto grande (notoriamente uno dei principali consumatoi di energia elettrica nelle nostre case).
In più sono presenti appositi contenitori di terracotta per conservare al meglio cipolla, aglio, pane e tutti i cibi che richiedono semplicemente il famoso luogo "fresco e asciutto" indicato sulla maggior parte delle confezioni.
Ma il vero fiore all'occhiello, di cui non potevamo certo non parlare sul nostro Design Blog, è rappresentato dall'audace "vermificatore", che non è un'arma proveniente da un fumetto americano o da un b-movie degli anni '50, ma un recipiente a tenuta stagna, igienico e antiodore, dove lasciare che i vermi sfruttino i nostri avanzi (la famosa frazione umida della spazzatura) per produrre humus ricchissimo di fertilizzanti, da riutilizzare per le stesse piante della cucina o per aiutare il nostro giardino.
L'idea è sicuramente interessante, e promette di avere un impatto non indifferente sui livelli di consumi che la cucina può richiedere, anche se l'idea di un contenitore di vermi in cucina, per quanto a tenuta stagna garantita, ci lascia qualche perplessità. Soprattutto a chi è solito dimenticare aperta qualsiasi porta o cassetto. Voi che ne dite?
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