26 mag 2010

Un casco che ricarica il cellulare? Basta usare la testa!

Un casco che ricarica il cellulare? Basta usare la testa!

Quante volte vi è capitato di trovarvi in mezzo al traffico, di voler fare una telefonata per scoprire di avere il cellulare scarico e nulla a disposizione per ricaricarlo?! 

Avreste mai creduto di riuscire a farlo semplicemente indossando il casco?

Se la risposta è no, non preoccupatevi: ci hanno pensato due intraprendenti studenti della Nirma University di Ahmedabad (India), che hanno realizzato un casco capace di convertire l'energia prodotta dal sole e dal vento in energia elettrica, utile per ricaricare in modo ecologico il cellulare.

D'altronde, Pragnesh Dudhaiya e Aalok Bhatt studiano in una terra che in quanto a sole, vento e traffico, ne ha da raccontare!

Questi due "ingegnosi ingegneri" si sono "messi in testa" di unire l'utile al dilettevole: come sappiamo, il casco è un accessorio fondamentale per la sicurezza di ciclisti e motociclisti: se i primi sono estremamente restii ad indossarlo, anche i secondi, in tanti Paesi, non lo considerano strettamente necessario nel loro quotidiano in mobilità.

C'e' chi non lo compra perchè costa, o ancora chi lo ha ma non lo indossa perchè scomodo o per motivi - purtroppo - ancora più frivoli (ad esempio, perchè spettina i capelli): qualunque sia il motivo, andare in bici o in moto senza casco è una vera piaga da risolvere, visti i suoi tremendi costi sociali.

Per incentivare l'utilizzo di questo prezioso salva vita, i nostri inventori hanno aggiunto una funzionalità "ulteriore" dal grande richiamo anche per chi trascura la propria sicurezza, ovvero, la possibilità di ricaricare il cellulare.

Grazie a questo escamotage, anche chi non ci tiene alla propria salute può essere "portato" a indossare "quel fastidioso casco" che risulta un po' meno antipatico in virtù di questa sua funzione ulteriore.

Il meccanismo psicologico è affine a quello del "rendere divertente" qualcosa per incentivare dei comportamenti ecosostenibili ed è proprio per tale ragione che ne diamo spazio in questo blog: la "leva" che supera tanti ostacoli e incentiva un comportamento "giusto" è l'utilità.

Di questo tipo di progetti ci piacerebbe vederne molti di più: anche una sola vita umana salvata grazie a un'idea così, vale l'energia spesa nell'ideare e produrre questo oggetto.

Certo, Pragnesh e Aalok sono solo agli inizi: il loro progetto è ancora rudimentale, ma le premesse per un risultato di qualità ci sono tutte, a partire dai soli 22 dollari di costo di realizzazione del primo prototipo, un ottimo inizio per un basso costo di produzione in serie.


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