24 mar 2010
L'autobus del futuro arriverà nel 2015?

Inquinamento, congestione del traffico, penuria di parcheggi: spostarsi da una parte all'altra di una città e da una città all'altra con la tradizionale automobile è sempre più costoso sia per il singolo che per la collettività e il trasporto pubblico non sembra ad oggi fornire risposte "adeguate", considerabili una reale alternativa alla mobilità privata.
Se ci fosse però un mezzo capace di viaggiare a 250 kilometri orari in corsie dedicate e accogliere a bordo nel massimo comfort fino a 16 persone, senza un percorso prefissato ma nel rispetto delle esigenze di trasporto di ciascun passeggero ad un costo paragonabile a quello di un viaggio in metropolitana?
Non è fantasia, ma il progetto che dal 2006 vede impegnati Wubbo Ockels (il primo astronauta olandese), Antonia Terzi (ex capo aerodinamicista del team di Formula 1 BMW-Williams), Joris Melkert MSc (ingegnere aerospaziale che si è occupato dello sviluppo di NUNA 3, nel 2005 la più veloce macchina solare) e numerosi studenti della Delft University of Technology: si chiama Superbus e ha il pieno appoggio dell'Olanda, che dopo averci investito quasi 10 milioni di euro spera di vendere questa soluzione in tutto il mondo, una volta realizzata.
Inconfondibile nell'aspetto (somiglia a un mix tra un pullman e una limousine), è un concentrato di tecnologia: materiali innovativi, motore elettrico in grado di sviluppare fino a 800 cavalli, batterie a lunga durata, sistema di guida all'avanguardia.
Tra gli aspetti più interessanti di questo mezzo è il rapporto che ha con i suoi passeggeri: sono infatti questi ultimi a stabilirne il percorso, chiamandolo con un semplice SMS, per farsi venire a prendere in un punto di ritrovo e farsi portare a destinazione.
La strada da prendere viene ricalcolata per garantire un equilibrio tra i tempi di attesa necessari per poter salire sul mezzo e i tempi di trasporto, di ciascun passeggero come globali: se in un tradizionale viaggio in auto cerchiamo di andare dal punto A al punto B nel minor tempo possibile, nell'ideale del Superbus si può aggiungere un "tot" al tempo di viaggio per garantire anche a un altro passeggero (che magari condivide con chi è già sul mezzo la destinazione) la possibilità di salire a bordo.
Si tratta di una vera e propria strategia collaborativa, come nella migliore ipotesi della teoria dei giochi, accompagnata dal non indifferente vantaggio di un tempo di viaggio di "qualità" a bordo del Superbus: confortevole, personale (ogni posto a sedere ha la sua porta d'accesso ed è isolato dagli altri), senza lo stress tipicamente associato alla guida, specialmente quella nel traffico.
Il vantaggio personale si unisce a quello degli altri passeggeri e soprattutto quello della collettività, che può beneficiare di minor inquinamento, minor traffico e maggiore sicurezza.
Il 2015, l'anno in cui si pensa che questo mezzo sarà pronto, è sempre più vicino: c'è ancora molta strada da fare prima di vederlo sfrecciare nelle vie del nostro prossimo domani, ma non ci dispiace per niente immaginarci già a bordo, diretti verso un mondo sempre più sostenibile e sempre più possibile.
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