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Making with digital products (Rendere la sostenibilità divertente con i prodotti digitali)

 
17
giu
2009

Recuperare o costruire da zero: la bioarchitettura al bivio?

Recuperare o costruire da zero: la bioarchitettura al bivio?

Ciao a tutti!

Mentre eravamo alla ricerca di qualche interessante novità proveniente dal mondo del design e dell'architettura da segnalare su queste pagine, rimbalzando di sito in sito e di blog in blog abbiamo incontrato due notizie che ci hanno colpito in maniera particolare.

La prima, che abbiamo scovato tra le ultime pubblicate su quella inesauribile fonte di spunti in tema di design che è designboom (il link alla notizia lo trovate qua sotto), riguarda un progetto realizzato dallo studio di architettura olandese Monolab per la città di Rotterdam. Lo studio prevede la realizzazione di una imponente torre dal design futuristico (solo a noi, guardando le immagini, viene in mente all'istante Blade Runner?) destinata a dominare la zona del porto di Maas.

La torre, che nella sua parte centrale dovrebbe ospitare un nucleo composto da un mix di aree aziendali, commerciali e residenziali (circondato da una griglia sulla quale si arrampica il sistema di scale e ascensori), si presenta come ricoperta all'esterno di un'ampia superficie di pannelli solari, capaci di provvedere in modo sostenibile ai bisogni energetici dell'intero edificio.
Le elaborazioni grafiche presentate da Monolab lasciano pochi dubbi: le dimensioni del progetto sono davvero imponenti (al limite dell'inquietante) e viene decisamente difficile pensare che possa passare inosservato!

Subito dopo, mentre già riflettevamo sulle possibili rivoluzioni urbane che comporterebbe la costruzione di edifici dal design di questo tipo, sulle difficoltà di inserirli nei tessuti cittadini ma allo stesso tempo sui vantaggi in termini di riduzione dei consumi e di maggiore efficienza energetica, siamo capitati sulle pagine di TreeHugger, dove ci siamo imbattuti in un'altra notizia dedicata in questo caso al progetto di recupero delle cisterne dell'acqua presenti sui tetti di molti vecchi edifici delle città americane (basta pensare alle inquadrature di un qualsiasi film ambientato a New York per capire di cosa si sta parlando).

L'idea, sviluppata dal professor Majid Rashidi della Cleveland State University, prevede di installare, sui lati dello spazio attualmente occupato dai silos, delle speciali piccole turbine eoliche in grado di minimizzare i problemi (in particolare turbolenze e variazioni di intensità) che normalmente si incontrerebbero nel cercare di sfruttare il vento per produrre energia elettrica all'interno di spazi urbani, raggiungendo il significativo valore di 8 kilowatt all'ora.
Un sistema che certamente non avrà l'impatto scenico della Rotterdam City Tower o delle fattorie verticali di cui abbiamo già parlato, ma che è studiato per integrarsi all'interno del design delle città senza sconvolgerlo, minimizzando la necessità di intervento per ottenere un significativo aumento nello sfruttamento delle energie rinnovabili.

Il bivio è quindi questo: costruire dal nulla nuovi edifici, spesso imponenti, ispirati alle più moderne tecnologie impiegabili nell'ambito della bioarchitettura o dell'eco design, oppure sfruttare queste stesse conoscenze per modernizzare ed adeguare ai bisogni attuali le strutture già esistenti? Ai nostri occhi si tratta di due strade alternative, che esplorano diverse possibilità per giungere all'obiettivo comune di rendere più "verdi" e sostenibili le città dell'immediato futuro.Certo che, pur senza volerci schierare, non nascondiamo che la torre di Rotterdam ha il suo bel fascino, con quel design decisamente "sci-fi" oriented.
E voi, che ne dite? Parteggiate per una soluzione piuttosto che per l'altra? Oppure sperate che possano convivere affiancate nell'architettura delle nostre città? Sfruttate i commenti e fatecelo sapere: siamo curiosi di conoscere l'opinione di chi sarà il protagonista del mondo del design e della progettazione di domani!

 
 
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