12 mar 2010

Un'interfaccia touch ecologica e precisa? E' amore a "prima pelle"!

Un'interfaccia touch ecologica e precisa? E' amore a

Se state leggendo questo articolo su di un cellulare, con buona probabilità lo state scorrendo con un tocco delle vostre dita: del resto, cellulari touch screen e tablet pc hanno ormai dichiarato guerra a tastiere e mouse "vecchio stile" (adesso vanno di moda quelli "touch" che hanno un che di "magico").

Riempire di ditate uno schermo, seppur in certi casi pratico e per molti aspetti affascinante, è solo un passaggio verso forme di interazione uomo macchina più evolute: basta pensare all'imminente Project Natal di Microsoft (se non l'avete ancora visto all'opera, correte a vedere il video di presentazione) o ancora, lasciarsi incantare dal sistema Sixth Sense, presentato al TED dello scorso anno (anche in questo caso, un video vale più di mille parole).

D'altra parte, liberarsi dalle vecchie abitudini e più difficile del previsto e prima di ritrovarci a prendere a ditate l'aria davanti a noi facendoci proiettare il nostro social network preferito direttamente nella retina, i ricercatori privati e pubblici poco sopra menzionati hanno ben pensato di sfruttare il nostro corpo sia come dispositivo di input, ascoltando con dei microfoni ultrasensibili il tocco delle nostre dita su parti diverse del nostro corpo, trasformando così braccia e mani in vere e proprie tastiere, sia come dispositivo di output, grazie a un picoproiettore in grado di trasformare il palmo della nostra mano in un vero e proprio schermo, su cui visionare letteralmente una "manciata" di informazioni.

L'ingegnosità e l'efficienza di questa soluzione sono davvero stupefacenti: il sistema di ascolto sfrutta i diversi schemi sonori generati dalle diverse parti del corpo in risposta a un tocco, mentre la precisione è pari a quella degli attuali sistemi di input touch: immaginiamoci di sfruttare la naturale energia elettrica del corpo o le moderne tecniche per generare elettricità dal movimento, ed eccoci di fronte a un perfetto sistema per vivere una realtà "aumentata" 24 ore su 24.

Proviamo a pensare ai risvolti di eco-sostenibilità di soluzioni come questa: produrre, distribuire e smaltire un picoproiettore e pochi chip ha un impatto infinitesimale rispetto alla produzione di batterie, schermi e tastiere tradizionali. Meno, fabbriche, imballaggi e trasporti. Sfruttare il nostro corpo (per arrivare direttamente al pensiero) per comunicare con le macchine ha enormi vantaggi dal punto di vista ambientale. 

A questo punto, una legittima (anche se un po' provocatoria) domanda: i designer sono pronti a cogliere queste opportunità, tenendone realmente conto nei propri progetti? Vi aspettiamo nei commenti!

 

 


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